<< Conoscere la propria oscurità è il metodo migliore per affrontare le tenebre degli altri.>>
Carl Gustav Jung

Dott.ssa Annalisa Ceruso
Laurea in Psicologia Clinica e di Comunità 110 e Lode
Specializzazione Quadriennale in Psicoterapia Analitica Individuale e Gruppoanalisi 50/50
Counselor per la Coppia e per la Famiglia
Iscrizione Albo della Regione Lombardia N° 03/7838 del 11.02.2004
p.IVA N° 01982870030

Ho scelto di svolgere questa grandiosa professione, orientata da una significativa, autentica, radicata e profonda spinta interiore ad occuparmi dell’Altro e della sua sofferenza.

Il percorso psicoterapeutico consente al Paziente di osservare, esplorare, esaminare, le proprie credenze, i propri vissuti, le proprie prerogative di personalità, il proprio funzionamento psichico (nei suoi aspetti funzionali ed in quelli disfunzionali) con una raffinata intensità, un’accuratezza ed una fine attenzione raramente sussistenti, dal mio punto di vista, in relazioni umane di altra natura e/o tipologia.

La percezione che il Paziente riponga la propria fiducia

  • 🔻 negli strumenti di competenza da me acquisiti
  • 🔻 nella disponibilità ad un ascolto attivo
  • 🔻 e nella qualità della relazione terapeutica, ingenera sempre, costantemente, in me un vissuto di pienezza e di gioia impagabili.

Affiancare il Soggetto nel percorso psicoterapeutico di cui Egli è protagonista assoluto, mettendo a nudo le proprie specificità di funzionamento psichico, fragilità ed aree di sofferenza, finalizzato ad alleviare la circostanza di dolore (talora di paralisi emotiva e di limiti invalidanti al vivere), rappresenta per me un onore ed un sincero privilegio.

Il processo con cui il Paziente percepisce progressivamente che il Terapeuta fa il tifo per Lui, ne è alleato ed affidabile sostenitore, nell’obiettivo condiviso di riparare alla ferite psichiche che lo hanno colpito, è un’esperienza straordinariamente appagante ed ogni traguardo raggiunto dal Paziente (sul piano intrapsichico o di obiettivo conseguito nella realtà esterna) è foriero di una forza vitale  indescrivibile!

In fase di realizzazione

<< Non sappiamo niente dell'uomo, molto poco. La sua psiche dovrebbe essere studiata perché siamo l'origine di tutti i mali che esistono.>>
Carl Gustav Jung

<< Il primo dovere dello psicologo scientifico sta nel mantenersi aderente ai fatti vitali della psiche, nell'osservare con esattezza questi fatti, aprendosi in tal modo a quelle esperienze più profonde delle quali non ha assolutamente conoscenza.>>
Carl Gustav Jung

<< La vita è un processo in cui si deve costantemente scegliere tra la sicurezza (per paura e per il bisogno di difendersi) e il rischio (per progredire e crescere). Scegli di crescere almeno dieci volte al giorno.>>
Abraham Maslow

<< Possano le vostre scelte riflettere le vostre speranze e non le vostre paure.>>
Nelson Mandela

<< Di regola le grandi decisioni della vita umana hanno a che fare più con gli istinti che con la volontà cosciente e la ragionevolezza.>>
Carl Gustav Jung

<< Il problema dell'amore è una delle grandi sofferenze dell'umanità e nessuno dovrebbe vergognarsi di pagare il suo tributo.>>
Carl Gustav Jung

<< Chi non rischia nulla non fa nulla, non ha nulla e non è nulla. Può evitare le sofferenze e l'angoscia, ma non può imparare, sentire, cambiare, crescere, progredire, vivere o amare. È uno schiavo, incatenato dalle sue certezze o dalle sue assuefazioni.>>
Leo Buscaglia

<< La nostra psiche è costituita in armonia con la struttura dell'universo, e ciò che accade nel macrocosmo accade egualmente negli infinitesimi e più soggettivi recessi dell'anima.>>
Carl Gustav Jung

<< Non vi è nulla di più difficile da tollerare che sè stessi.>>
Carl Gustav Jung

<< La migliore preparazione per domani è fare del tuo meglio oggi.>>
H. Jackson Brown Jr.

<< La felicità è quando ciò che pensi, ciò che dici e ciò che fai sono in armonia>>
Mahatma Gandhi

<< Estremamente breve e travagliata è la vita di coloro che dimenticano il passato, trascurano il presente, temono il futuro: giunti al momento estremo, tardi comprendono di essere stati occupati tanto tempo senza concludere nulla.>>
Seneca

<< La vita umana è un esperimento dall'esito incerto.>>
Carl Gustav Jung

<< A quanto possiamo discernere, l'unico scopo dell'esistenza umana è di accendere una luce nell'oscurità del mero essere.>>
Carl Gustav Jung

<< Abbiamo bisogno di più consapevolezza della natura umana, perché l'unico pericolo reale che esiste è l'uomo in se stesso.>>
Carl Gustav Jung

<< Dire che non hai tempo di migliorare i tuoi pensieri e la tua vita è come dire che non hai tempo per fermarti a fare benzina perché sei troppo impegnato a guidare. Alla fine sarai comunque costretto a fermarti.>>
Robin Sharma

Nel corso dell'attività ospedaliera ultradecennale mi sono occupata di tipologie cliniche diversificate afferenti a patologie organiche/lesioni, oppure a processi infettivi che ingenerano nei pazienti laceranti stati emotivi di grande sofferenza psicologica o cambiamenti che sconvolgono la qualità e la gestione del proprio percorso esistenziale.

  • Pazienti in insufficienza renale con diagnosi pre-dialitica, in emodialisi o in dialisi peritoneale.
  • Pazienti in attesa di trapianto o trapiantati.

Pazienti colpiti da:

  • Sclerodermia.
  • Lupus eritematoso sistemico, Sindrome di Raynaud e patologie infiammatorie di natura autoimmune.
  • Sclerosi multipla. 
  • Disturbi della sfera psicosomatica, sui piani internistico, gastrointestinale e dermatologico.
  • Cefalee con o senza aura.
  • Vasculopatie progressive e/o invalidanti.
  • Infine, Valutazione e supporto a pazienti con diagnosi di obesità e indicazione ad intervento chirurgico di dimagrimento.
  • Criticità della compliance e dell'adesione al piano farmacoterapeutico.
  • Affiancamento al risveglio del paziente in circostanze di rianimazione.
  • Formazione di un team di reparto per la comprensione, l'analisi e la gestione dei casi critici in situazione di degenza ospedaliera.
In questo elaborato, accenno alle ipotesi che possano muovere la condotta del Soggetto che manca regolarmente, o quasi regolarmente, agli appuntamenti che Egli/Ella medesimo/a imbastisce: Egli/Ella li cuce e li disfa in funzione dei propri bisogni e meccanismi psicologici; (si vuole fare riferimento in questa sede ad un contesto relazionale privato, quello della sfera affettiva o per lo più quello dei primi appuntamenti che impostano la prima conoscenza e la relativa eventualità di intraprendere una relazione partnerale; diversamente, il soggetto assenteista che manchi entro i contesti lavorativo-professionali pesca invece in un ambito in cui altri fattori di complessità differente vanno ad articolare la cornice in cui Egli/Ella si muove ed altre le dinamiche soggiacenti). 


<<Mi dispiace, di pomeriggio mi sono involontariamente addormentato sul divano, ormai per stasera dubito di riuscire ad uscire>>. 

<<Questa sera dò buca, non esco perché devo aspettare la telefonata di un mio ex compagno di liceo, quindi sono più comodo a ricevere la telefonata da casa>>.
<<Mi ero dimenticato che oggi il collega avrebbe portato in ufficio salatini e pizzette per festeggiare il proprio compleanno, quindi resto qui in ufficio non esco più, ti dò pacco, non avertene>>. 

<<Ehi, scusa se ti dò pacco, mi sono ricordato che stasera devo compilare i moduli per la sicurezza aziendale>>. 


Per facilitare la lettura e la comprensione del lettore, enumero alcuni profili di personalità soggiacenti al meccanismo psicologico dell'individuo tirapacchi patologico: 

 

 

1. In ordine di frequenza statistica, la stragrande maggioranza dei succitati episodi è riconducibile alla condotta dell'Individuo narcisista. 

Alla luce della maggioranza statistica rappresentata da questo stile personologico e di condotta, ritengo opportuno destinarvi uno spazio esplicativo più ampio. 

L'Individuo narcisista, maschio o femmina che sia, nutre al di sopra di pressoché qualsiasi altro sentimento una preoccupazione costante per sé stesso/a, (una preoccupazione che può essere farcita, colorata, da sfaccettature emotive in gradi differenti quali ansia o angoscia, a seconda delle differenze di personalità, sia pur restando per questo tipo di Soggetto, una dimensione dominante). 

Le attenzioni, le interpretazioni, i pensieri e le condotte sono orientate esclusivamente o in misura predominante su ciò che Egli/Ella giudica significativo (il proprio successo carrieristico, il ruolo rivestito in ambito lavorativo, il prestigio sociale, il riconoscimento di cetolappartenenza a gruppo distintivo o classe, la conservazione di propri beni materiali, possedimenti o la spinta all’accumulo di questi stessi, la considerazione della propria salute, eccetera eccetera ). 


Tuttoincluse le relazioni, è vissuto, percepito ed interpretato in funzione di sé stesso/a. 


Il Narcisista non sente alcun interesse genuino ed autentico ad entrare in relazione, non percepisce neppure le caratteristiche del suo interlocutore (o 'bersaglio'), le sue esigenze, i suoi bisogni, le sue modalità di approcciare il mondo o di vivere la relazione con l'Altro. 

Talmente poco Egli/Ella è interessato/a genuinamente e profondamente all'Altro che sarà anche poco propenso/a a conoscerlo/a, a chiedere come l'Altro viva i sentimenti, come stia, come trascorra il proprio tempo lavorativo, quali sogni Egli/Ella nutra. 


Il Soggetto narcisista osserva il proprio interlocutore 'su un piano superficiale', non comprende come l'Altro stia, non è spinto da una curiosità sincera, bensì si limita ad estorcere informazioni utili per mettere in scena la propria manifestazione o ostentazione di competenza, successo, abilità, guadagno economico...  eccetera eccetera. 

 
Egli strumentalizza l'Altro ai soli fini (perlopiù inconsapevoli) di ottenere riconoscimento e conferma del valore di sé: una volta ottenuto questo, vale a dire un riscontro della propria desiderabilità, (o così Egli/Ella lo interpreta), del proprio carisma, della propria abilità seduttiva, non avvertirà il desiderio, né il piacere più viscerale di trascorrere il tempo con quel Soggetto, non costruirà nulla sul piano di una relazione a medio-lungo termine, non sarà in grado di intessere una relazione significativamente profonda ed autentica, poiché il suo obiettivo, il suo interesse strumentale ed inconscio è già stato soddisfatto, il suo bisogno psicologico profondo è stato appagato. 


In questa tipologia di profilo, l'Altro è strumentalmente un 'mezzo', uno  strumento, per rinforzare la stima di sé (situazione che per questo tipo di Soggetto non è mai conseguita in via definitiva, Egli/Ella vive una costante e regolare messa alla prova di  nella ricerca immutabile, talvolta inconsapevole, dell'approvazione e dell'ottenimento del giudizio favorevolenel Narcisista ogni contesto, circostanza, cornice esistenziale, viene percepito come uno schema comparativo e valutativo). 

L'incontro con l'Altro diviene in questo meccanismo psichico, una sorta di convalida, accertamento o verifica (talora inconscia, talvolta conscia) 

<<Io piaccio>> 

 
<<Io ottengo regolarmente l'attenzione dell'Altro>> 

 
<<Io ho successo con le donne, ho conquistato l'ennesima preda>>.

Anche laddove il Soggetto narcisista 'si adoperi nello sforzo' di mantenersi fedele all'obiettivo della propria conquista, suo malgrado, per quanto mosso da dichiarate buone intenzioni, il suo slancio motivazionale si rivelerà poco durevoleincapace di alimentare e conservare la fiamma di un interesse vivo sulla propria/o interlocutrice/interlocutore; talvolta persino lui/lei stesso/a potrebbe definirsi disorientato/a o stupefatto/a di ciò: 


il suo interesse iniziale (di superficie) va scemando inevitabilmente.

L'interlocutore può esercitare un esiguo o nullo intervento sulla qualità e sulla costanza motivazionale del Soggetto narcisista, nella misura in cui quest'ultimo non è genuinamente interessato ad entrare in relazione con lui/lei, bensì il nucleo della sua motivazione psicologica sta nel vedersi (= vedere se stesso), riconoscersi (= riconoscere se stesso) attraverso il plauso dell'Altro, la sua approvazione, la sua ammirazione, il riscontro della sua stessa grandiosità, non altri scopi diversi da questo. 


Nelle generazioni attuali, più moderne, spesso il giovanissimo Narcisista utilizza i messaggi per contattare l'Altro (attraverso chat o siti di incontro specifici) assistiamo ad alcune modalità curiose, bizzarre, ad esempio il Soggetto narcisista chiede appuntamenti a cui poi potrebbe mancare persino regolarmente: 

chatta per chiedere un incontro, una volta avuta la conferma che la persona <<è disponibile>> all'appuntamento, e dunque lui è desiderabile, è sufficientemente attraente agli occhi dell'Altro, (poiché avrà avuto la conferma o il riscontro che l'Altro ha accettato di incontrarlo alla richiesta di appuntamento) molto spesso, prevedibilmente, il Narcisista disdice, rinvia ripetutamente, slitta, poiché il suo obiettivo è attestare, attraverso l'Altro, che la persona si rende disponibile per lui, alla luce della sua magnificenza e della sua seduttività. 


Una volta raggiunto il traguardo psichico Egli/Ella non ha "necessità di usare il tempo dell'incontro" e con elevata probabilità mancherà all'appuntamento.
 


2. Un'altra tipologia di meccanismo, sempre di natura inconscia, che potrebbe soggiacere al funzionamento del soggetto <<tirapacchi>> è quella di detenere il potere sull'Altro. 

Come se il Soggetto dicesse inconsciamente: 

<<gestisco io il tempo in cui vedersi, ho io il controllo>> dunque, rinvii, slittamenti e rimandi rispondono in questo caso perlopiù al motivo inconscio di sentire per questo Soggetto che detiene il controllo e, quindi, detiene il potere psichico ed emotivo sull'Altro. 


Talvolta, il bisogno di controllare l'Altro nasce da una paura profonda del tutto inconsapevole di sentirsi in balia, di essere alla mercé, pertanto, di non potersi "affidare". 


Sentirsi così vulnerabile rappresenta per il nostro Soggetto un rischio terrificante, cui non può esporsi, dunque Egli/Ella ha necessariamente, urgentemente, imprescindibilmente, il bisogno di "riprendere il controllo" fortemente, rigidamente, categoricamente, imponendo all'Altro mancati incontri e frustrazioni, talvolta mortificanti e squalificanti. 


3. Altro fattore è la PAURA della relazione:  

questo elemento è spesso interconnesso, intrecciato con il bisogno di controllo sopra enumerato,  poiché <<tanto più temo di entrare in relazione con l'Altro che potrebbe ferirmi, trafiggermi, non corrispondere al mio amore, abbandonarmi e quindi ingenerarmi una sofferenza lancinante, tanto più avvertirò il bisogno di controllarlo oppure di fuggirne>>. 

Una paura così profonda e radicata clinicamente si spiega alla luce di antichissime relazioni affettive precarie, spesso relazioni primarie che hanno lasciato nel nostro Individuo un vissuto di disagio, solitudine ed angoscia talmente devastanti, che in età adulta, la relazione con l'Altro lo paralizza e inevitabilmente lo terrorizza. 

 

 

4. Un profondo vissuto di INADEGUATEZZA: in questo tipo di Soggetto l'incontro con l'Altro diviene occasione di una prova ardua e "insuperabile". 

La sensazione di inferiorità, vergogna, inadeguatezza sono talmente poderose e massicce, da non riuscire a presenziare all'incontro che pur tuttavia Egli/Ella stesso/a desidera fortemente. 


In questo Individuo la percezione di una propria presunta inferiorità è tale da portarlo/a a vivere la situazione di incontro come una fonte di stress insostenibile.
La sensazione che la circostanza di incontro con l’Altro apporti uno stress eccessivo deriva dal percepirsi poco equipaggiati, poco strumentati delle abilità comunicative, poco forniti delle competenze, incerti sulla propria desiderabilità in quanto Individuo, sulla propria piacevolezza estetica, insufficientemente dotati dun bagaglio’ in termini di contenuto conversazionale, elementi di inadeguatezza (tutti), tali per cui l'incontro con l'Altro necessariamente viene percepito come un "esame dall'esito sfavorevole", ovvero, come una circostanza al di sopra delle proprie possibilità o potenzialità. 

 

5. Sussiste un tipo di Soggetto, mosso da vissuti di frustrazione, rassegnazione o/e da un timore profondo inerente la propria adeguatezza, il quale indugia nella fase antecedente all'appuntamento poiché gioca con un'immagine di sé che può ancora 'modificare': 

la componente identitaria più fantasmatica, in cui può raccontare non soltanto alla sua/o interlocutrice/ interlocutore, ma anche a sé stesso/a, di essere differente, può inventare un'immagine di sé più gradevole, può ridimensionare quelli che percepisce come difetti della propria corporeità, può impreziosire nella propria fantasia aspetti lavorativi ingrigiti e ripetitivi “giocando a raccontarli” come migliori di quelli reali, può nutrire UN DESIDERIO CRESCENTE PER UNA FANTASIA di un incontro erotico straordinariamente soddisfacente e sconvolgente (a cui non poniamo limiti di piacevolezza), dunque, in questa tipologia di funzionamento psichico, la componente della fantasia e del desiderio che antecedono l'incontro reale, possono essere ancora fortemente amplificati prima che il reale vada ad infrangere l'ideale che riempie gradevolmente la psiche del Soggetto desiderante. 


L'incontro ideale farcito da aspettative gratificanti, svincolato dalle nostre censure e dai limiti di una situazione concreta (soggettivamente percepiti come “brutture” ed imperfezioni) risulta per questo tipo di Soggetto preferibile ad un incontro reale, imperfetto, appesantito dalle fatiche e dalle frustrazioni del trovarsi faccia a faccia con un Individuo (esteticamente "difettoso" e carico di aspettative a sua volta, in tal senso, più complesso).
In questa modalità psicologica, il desiderio di ciò che potrebbe essere (dimensione del desiderio e della fantasia) acquisisce uno spazio psichico preponderante, sino a rappresentare esso stesso una fonte di appagamento psicologico. 

 

 

6. Un funzionamento psichico certamente poco affascinante o scarsamente interessante da un punto di vista strettamente clinico, pur tuttavia per dovere di completezza qui enumerato, è rappresentato da quel Soggetto orientato a costruirsi un planning di appuntamenti, laddove l'interlocutore/interlocutrice viene “collocato” in ordine di importanza, desiderabilità e piacevolezza secondo un ordine e una sequenza chiari (nella sola mente del nostro Individuo tirapacchi): 

Egli/Ella, dunque, gestisce un'agenda di appuntamenti multipla, operando uno “scarto” di momento in momento. 

Dispone di un’agenda fitta, valuta con freddezza emotiva se presenziare ad un appuntamento oppure ad un altro.

Questo Individuo si è creato congiuntamente un ventaglio di possibilità di uscita/incontri.

Egli/Ella vaglia di volta in volta il grado di interesse personale, o attrattiva che suscita in Lui/Lei l'incontro in oggetto (senza curarsi di generare delusione, amarezza o sofferenza al destinatario/a del mancato appuntamento). 


Un siffatto profilo risulta (a mia opinione strettamente personale) meno interessante e sofisticato da un punto di vista psicologico, ossia, su cui la disamina di elementi clinico-analitici, appare esiguamente articolata.
 

 

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SUBTLE CEREBRAL DAMAGE AFTER SHUNTING VS NON SHUNTING CAROTID ENDOARTERECTOMY EVALUATED BY S100 NEURON SPECIFIC ENOLASE PROTEINS, INTERLEUKIN 6 AND NEUROPSYCOLOGIC TEST.

 

Rousas N, Mambrini S, Cumbo M.P, Mazzei R, Zettin M* , Ceruso A,* Puglia A,* Palombo D.

Vascular ed Endovascular Surgery Unit of University Hospital S. Martino, Genova Italy

* University of Torino - Italy

 

 

Objective:

Subtle cerebral damage (SCD) during carotid clamping without shunt and cognitive impairment (CI), due to subclinic cerebral ischemia, is an underestimated complication of carotid endarterectomy (CEA). The evaluation of S100 neuron specific enolase (NSE) and IL6 proteins blood levels after CEA has been described as a marker of brain subtle injury.

The aim of our study is to detect differences in SCD and its subsequent CI by measuring S100 neuron specific enolase (NSE) and interleukin-6 (IL-6) blood levels and by neuropsysiologic testing in patients undergoing left CEA with or without shunt employment.

Methods:

Between October 2000 and March 2002, 37 out 55 patients with unilateral = / > 70% left internal carotid artery (ICA) stenosis, after successful (Score > 24 points) Mini State Examination (MMSE) were enrolled in the study. Exclusion criteria included: bilateral ICA stenosis, dementia, previous disabling stroke, brain tumours and neuroleptics therapy . All patients underwent brain CT scan pre-operatively.

Group A (non shunting CEA) included 20 patients and Group B (shunting CEA) included 16 patients. There was not statistical differences as regarding age and sex. Serum concentration of S100, NSE proteins and IL6 were measured before and after ICA cross clamping taking a blood sample from the internal jugular vein (IJV). Galveston orientation and amnesia test (G.O.A.T.) were performed in all patients at the awaking from the general anaesthesia. In the 3rd post-operative day all patients underwent brain CT scan.

Results:

The mean clamping time for the no shunt group was 61 minutes (range 23-145 min) and 32.7 minutes (range 30-120 min) for the shunt group. The post operative CT scan doesn’t show a new lesion. There were no significant differences between pre and post clamping NSE (p=0.37), S100 (p=0.30) and IL6 (p=0.07) concentration. There were, also, no significant differences in NSE (p=0.4). –NSE (p=0.75), S100 (p=0.44) and –S100 (p=0.79) between shunting vs no shunting CEA. The differences of NSE (p=0.10) and S100 (p=0.62) between symptomatic and asymptomatic patients was, also, no statistically significant. The was not a variation in the pre and post neuropsysiologic tests.

Conclusions:

Ours results suggest that CEA without shunt employment is not associated with a significant deterioration of global cognitive functions. Between the two groups a significant variation in serum S100, NSE, IL6 and cognitive tests has not been detected.

 

COGNITIVE TEST

 

The mean time employed by each patient for each round of tests has been around sixty minutes.

The evaluated areas have been:

 

 

ATTENTION

Stroop Colored Word Test

It estimates the ability to carry out a duty without being influenced by distracting factors.

The Stroop task is one of the most frequently used instruments to investigate selective attention.

In the original version of this task, subjects are asked to tell the ink colour of each item out of a given list.

The items in this list are colours’ names, the subjects have to tell the colour in which each word is printed; to do so, they have to inhibit the usual reading.

For example, the correct answer to the word BLEU printed in green ink is “green”.

The patients can carry out the task correctly by ignoring the meanings of the words.

 

Reaction Times in simple and complex tasks

Measurements of simple Reaction Times to recognize a visual input which appears on a screen.

In the first half of the trial, visual inputs are displayed on the screen; in a second round, before each visual input the subject hears a sound which acts as a warning.

 

Go No Go Test

It measures Reaction Times for a task in which the subject has to press a button when he sees the target item on a screen, while not pressing it when appears a distracting item.

 

Splitted Attention Test

Reaction Times needed to recognize a complex visual configuration which appears on a screen in random times.

 

Posner Test

This test measures the ability to maintain the attention for a longer period of time and the effectiveness of pre-attentional mechanism: subjects are asked to answer to repeated series of individual inputs submitted in rights or left visual field.

Before each target, a visual suggestion is given, concerning the probable localization, which can be compatible or incompatible with the real localization of the following visual item.

In such condition, both normal subjects and patient with tendency to ignore a portion of visual field, captured target item after a compatible suggestion more rapidly; when the subjects were deceived with a wrong suggestion and the target item was displayed on the other side of the visual field, they took a much longer time to give a proper answer.

 

 

CONCENTRATION

Trail Making A and B

It tests the speed in visual research and the attention associated with mental flexibility; in the first part of the test the subject is asked to carry out a duty concerning progressive numbering by making a trail connecting numbers printed on a sheet of paper.

In the second part of the test the patient has to connect numerical and alphabetical elements alternately.

 

Test of Verbal Fluency

It tests the patient’s ability to develop an adequate strategy lacking an external stimulus.

The subject is asked to tell the greatest words’ number he can beginning with a given alphabetical letter; F; A; S are the most frequently used.

He is given a sixty seconds time limit; he fails if he discovers just a few, or repeat words he already said (Perseveration Phenomenon).

 

 

MEMORY

Working Memory Test

It evaluates the short term visual memory by asking the subjects to recognize numbers submitted one by one.

The patient has to detect when the number currently shown is the same as the last bat one.

The patient can achieve a good performance if he can keep in mind only the last two numbers he saw, “deleting” from his short term memory the oldest number each time a new number is shown to him.

 

Verbal Memory Span

Its full name is disyllabic words serial repetition test. It tests the short term verbal memory called “Span”; it is an adaptation of the number repetition test in Wechsler Verbal I.Q. scale.

The operator tells two disyllabic words, then three words, and so on increasing each time the words’ number in the sequence.

The subject is asked to repeat the words in the same order used by the operator.

 

 

 

 

RESULTS

 

 

The Statistical procedure used is “Analysis of Variance”.

Shunt/No Shunt groups achieve significantly different scores in Posner Test when both the pre-attentional suggestion and the following target are shown on left visual field (significativity level of 0,031).

The experimental groups show a significant difference in Go No Go Test (p=0,50).

Both these results occur at the first administration.

The outcomes illustrated disagree with the expectances upheld by literature: recent literature reports progresses in performances at Verbal Fluency Test in patients underwent left sided endarterectomy.

The comparison between the three groups has put in evidence more frequently a prominent difference between Shunt group and Control group:

Trail Making part B at T1 (p=0,036).

Trail Making part B at T2 (p=0,022).

Test of Verbal Fluency at T3 (p=0,031).

Stroop Colored Word Test at T1 (p=0,009).

Stroop Colored Word Test at T3 (p=0,028).

Simple Reaction Times at T1 (p=0,007).

Simple Reaction Times at T2 (p=0,049).

Simple Reaction Times with acoustic warning at T1 (p=0,024).

Splitted Attention Test, number of correct answers at T3 (p=0,005) and mean Reaction Time at T1 (p=0,041) and at T2 (p=0,012).

Go No Go Test, number of correct answers at T2 (p=0,024) and mean Reaction Time at T2 (p=0,047).

Posner Test with item target on left visual field and suggestion input deviating toward right visual field at T2 (p=0,031).

Working Memory Test, number of correct answers at T1 (p=0,026) and mean Reaction Time at T2 (p=0,007) and T3 (p=0,004).

 

In short, 17 times statistical differences concerned the comparison Shunt versus Control groups; but only 5 times these differences occurred between No Shunt versus Control groups.

    Depressione
  • Depressione (nel variegato ventaglio dei sintomi depressivi, depressione maggiore o endogena, depressione reattiva, disturbo bipolare e depressione secondaria a stati organici od assunzione di sostanze).
  • Disturbi di personalità
  • Disturbi di personalità.
  • Ansia
  • Ansia (stato d'ansia generalizzato, sindromi ansiose complesse).
  • Depressione
  • Disturbi dell'umore
  • Depressione
  • Attacco di panico.
  • Depressione
  • Conflitti di coppia.
  • Fobie
  • Fobie.
  • Psicodiagnosi
  • Psicodiagnosi (inquadramento di personalità).
  • Depressione
  • Disturbi della condotta alimentare (anoressia, bulimia, entrambe le manifestazioni cicliche in fasi alternate).
  • Schizofrenia
  • Schizofrenia e manifestazioni della sfera schizofrenica.
  • Elaborazione del lutto
  • Elaborazione del lutto.
  • Valutazione neuropsicologica
  • Valutazione neuropsicologica (stesura di un profilo di personalità e di performance cognitiva).
  • Esame neuropsicologico (finalizzato a definire i livelli di funzionamento di -attenzione- -memoria -coordinamento visuo-spaziale -comprensione e abilità logicomatematiche).
  • Individuazione di ritardo cognitivo e quantificazione dello stesso.
  • Depressione
  • Individuazione di quadro dementigeno e diagnosi differenziale di demenza (Demenza secondaria a disturbi della sfera depressiva o indotta da danni organici o assunzione di sostanze, Alzheimer, quadro dementigeno non inguardabile in diagnosi di Alzheimer).